…e per Secondo che si mangia? Ovviamente pesce!

Esatto!

Dopo il primo postato oggi a pranzo (QUI la ricetta), questa sera vi propongo uno squisitissimo secondo a base di pesce della nostra inesauribile cucina siciliana!

Questa sera vi presento il Baccalà!

L’origine del piatto è messinese, non posso garantirvi l’esatta preparazione, per quello vi riporto alle ricerche di google che sicuramente ne saprà più di me, ma se come dicevo, siete messinesi, saprete che “U’baccalà a’ghiotta” è una vera bontà!

Sicuramente i ricordi migliori di questo piatto li ho tramite mio padre, che ha vissuto a Messina tantissimi anni in gioventù e che spesso mi racconta le mangiate che faceva con gli amici nelle trattorie tipiche della zona. Adesso che vivo a Milano, mi capita di mangiarlo rarissime volte, perchè il baccalà non è propriamente quello che si dice un pesce di tutti i giorni! Ovviamente mi riferisco a quello dissalato che le pescherie vendono ammollato in acqua e che una volta comprato bisogna lasciarlo ammollo ancora un paio di giorni prima di poterlo cucinare. Mio suocero ad esempio è un vero cultore del baccalà fritto! Quando lo prepara, ci mette un impegno davvero unico! L’altro invece è “U’Piscistoccu” o Stoccafisso. A differenza del primo, questo viene fatto seccare e venduto in quell’inconfondibile forma secca appesa in aria nelle pescherie. Della nostra ricetta di oggi, esistono entrambe le versioni e, a detta di molti, la seconda è più saporita, ma noi oggi vi prepareremo quella con il baccalà, che sicuramente non sfigura, anzi devo dirvi che come prima volta che lo preparavo non è venuto niente male!!!

Baccalà a’ghiotta - La ricetta!

  • 700 gr circa di baccalà ammollato
  • 1 cipolla
  • 500 gr di patate
  • 500 gr di polpa di pomodoro
  • olive nere(io le avevo verdi,vanno bene lo stesso)
  • capperi
  • prezzemolo
  • olio

La ricetta, come avrete capito leggendo le righe precedenti, si prepara in anticipo per quanto riguarda il pesce, perchè una volta comprato, va fatto riposare ancora in acqua per un paio di giorni, avendo cura di cambiarla se diventasse troppo torbida. Dopo 2/3 giorni che il pesce ha ripreso vigore, possiamo passare alla cottura vera e propria.

Laviamo quindi per bene il nostro baccalà e mettiamolo da parte, mentre nel frattempo facciamo rosolare in una casseruola la cipolla tagliata a fette con un abbondante filo d’olio. Aggiungiamo quindi le olive snocciolate intere oppure tagliate a pezzi, insieme ai capperi. Cuociamo per brevissimo tempo ed aggiungiamo la polpa di pomodoro, lasciando il sugo a fuoco moderato per pochi minuti.

Immergiamo quindi i nostri pezzi di baccalà e coprendo la casseruola, cuociamo a fuoco moderato per un ora abondante, cercando di smuovere ogni tanto con una paletta i filetti, ma facendo attenzione a non sfaldarli durante la cottura. Adesso peliamo le patate e tagliamole a pezzettoni. Aggiungiamole al sugo e continuiamo la cottura finchè non si saranno ammorbidite. Completiamo con una spolverata di prezzemolo fresco e lasciamo riposare il pesce per una decina di minuti.

Impiattiamo e serviamo il nostro pesce, accompagnandolo con le patate cotte insieme ad esso.

Credo che ogni messinese abbia la sua ricetta personale di come preparare il baccalà perfetto, io stesso mi ricordo a Messina, a casa di amici di famiglia, di aver mangiato un buonissimo baccalà e sentir dir loro: Questo è il migliore! E’ forse davvero il simbolo di questa città di mare così particolare, che ogni mattina si sveglia sorridendo alla Calabria e ricordandoci che la Sicilia ha si confini ma non limiti, almeno per quanto riguarda la nostra eccezionale cultura gastronomica!

Buona serata a tutti e arrivederci a domani!

Caponata di Melanzane&Peperoni

Buongiorno a tutti!!!

Sono molto felice per il risultato ottenuto ieri, e vorrei ringraziare tutti quelli che passando di qua lasciano una traccia di se, ma anche quelli che si limitano solo ad una timida sbirciatina. Con la pubblicazione della ricetta delle Cotolette di Melanzane Ripiene, ho di poco mancato il mio record di visite giornaliere, nonostante il periodo sia vacanziero e la gente si trovi nei posti più disparati. Questo significa che ormai siamo perennemente connessi ovunque e che non c’è più un periodo dove è più consigliato pubblicare i propri post rispetto ad un altro, e questo mi fa profondamente piacere. Come mi fa piacere il seguito di amici che ho su Twitter, con cui giornalmente scambio opinioni e che non fanno mai mancare critiche sul mio operato. Vi ringrazio tutti di cuore! :-D

E proprio su Twitter è nata l’idea di questo post! Parlando con un’amica della ricetta di ieri, mi è arrivata la domanda sulla caponata, se l’avessi mai fatta e se avevo una ricetta da proporre. E dal momento che in casa avevo ancora delle melanzane dell’orto di Zia Pina, mi è bastato andare a controllare nel mio libro di ricette preferito quali ingredienti servissero! Di tutti gli ingredienti previsti, le uniche due cose che mancavano erano le olive verdi e il concentrato di pomodoro, che ho pensato di sostituire con dei peperoni, sempre dell’orto di Zia Pina ( Quante cose buone ci hai regalato? Grazie! ) e del pomodoro fresco, in una variante della caponata fatta con verdure miste.

Sfogliato il libro e preparato tutti gli ingredienti, il resto è venuto spontaneo, nonostante fosse la prima volta che preparavo la caponata, il risultato alla fine è stato gratificante! Il piatto della portata finita, preparato per le foto, se l’è pappato tutto mia cognata, passata da casa mentre stavo scattando le foto che vedete… Che dire, sono contento e spero che questa ricetta vi piaccia e che sia di vostro gradimento e che soddisfi soprattutto le richieste della mia amica!

CAPONATA DI MELANZANE&PEPERONI – la ricetta!

  • 2 melanzane viola (tunisine)
  • 4 peperoni verdi medi oppure 2 grossi
  • 4 pomodori maturi da sugo (oppure 2 cucchiai di concentrato di pomodoro)
  • una cipolla
  • una manciata di capperi
  • pinoli qb
  • uva passa qb
  • 2 coste di sedano
  • basilico qb
  • olio d’oliva qb
  • olio di semi per friggere qb
  • sale&pepe qb
  • aceto di vino bianco (mezzo bicchiere)
  • un cucchiaio di zucchero
  • una manciata di olive verdi denocciolate tagliate a rondelle ( assenti nella mia caponata )

Preparare la caponata è stato facile, perchè tra i fornelli ormai ci vivo giornalmente e poi, cucinare è la mia passione, se ancora non si fosse capito! :-D Però devo ammettere che i passaggi sono tanti e alla fine basta davvero poco per sbagliare e rovinare tutto, quindi fate attenzione! Preparate tutti gli ingredienti a portata di mano in modo da non trovarvi all’ultimo secondo senza, e non sottovalutate mai nulla!

Detto questo, iniziamo! Puliamo e peliamo parzialmente le melanzane, tagliandole a cubetti grossi, come i peperoni, che metteremo da parte. Anche in questo caso, ho evitato di mettere il sale sulle melanzane, erano così buone ieri che secondo me non ne necessitavano. Quindi in un pentolino a bordi alti versiamo l’olio di semi e quando sarà bollente al punto giusto, friggiamo le nostre melanzane ed i nostri peperoni, mettendoli da parte in un vassoio con carta assorbente, in modo che perdano tutto l’olio in eccesso.

Nel frattempo, in un’ampia padella dove alla fine mischieremo tutti gli ingredienti, versiamo dell’abbondante olio d’oliva dove soffriggeremo la cipolla ed il sedano tagliato a pezzetti. Aggiungeremo quindi in sequenza, una manciata di uva passa, di pinoli, di capperi e dopo un paio di minuti anche i pomodori tagliati a pezzetti e delle foglie di basilico spezzettate a mano. Saliamo e pepiamo a piacimento e cuociamo per una decina di minuti a fuoco dolce. Prima della fine della cottura, versiamo l’aceto con lo zucchero sciolto al suo interno, mescolando per far evaporare parzialmente tutto. Quindi uniamo le melanzane e i peperoni e continuiamo a mescolare delicatamente per far insaporire tutto il composto. Versiamo in un piatto da portata o una pirofila come ho fatto io e lasciamo raffreddare.

La caponata si gusta molto bene quando è fredda, come un antipasto delicato o come un contorno da abbinare a qualche preparazione a base di carne, rossa o bianca che sia. E’ ottimo anche come piatto unico vegetariano. Ho volutamente usato solo ingredienti vegetali proprio per dare la possibilità a chi non mangia carne o pesce di potersela preparare come meglio crede!

Sulla storia della caponata si potrebbe scrivere un’infinità di cose, del perchè si chiama COSI’, del perchè si usano questi ingredienti, del perchè è diventata una sorta di must estivo ricercato da tutti e perchè abbini così tanti ingredienti tra di loro rendendolo di fatto un piatto unico e speciale.

Lo farò parlandovi della…

CAPUNATA CU PIPI!

‘N Palermu, un c’è famigghia ca un’ha fattu mai a capunata. Ognunu canusci a propria ricetta, ca si tramanda ri famigghia in famigghia, come u segretu chiu ‘nconfissabili, comu quarcosa ca nuddu avi a sapiri finchè a morti un’arriva risgraziata e allura stu segretu nesci fora. E quannu nesci fora, è arreri natru sigretu, pi ccu eppi la fortuna ri canuscillu! Ma ri segreti ci nnè picca, picchì o mumentu ri manciare sta bontà,  tutti jocano a scummissa r’insirtallu soccu avi rintra!

“Io u sacciu, c’è l’Accia! Io puru, c’è u basilicò! Io, io u sacciu! Rintra c’è astrattu! Ma se è troppu ruci, cà c’è u zuccaru! Ma unnu senti stu sapuri? c’è acitu rintra!”

Signori, nuddu saprà mai quant’è bona sta capunata finchè un c’avrà mai pruvatu a racici nà manciata!

Giuvanni già a fici na vota, e chi so fotografii, mi fici grapiri u pitittu sulu a talialli. Mentre Evelina … Vabbè, Evelina è tarmente brava ca quannu leggiu i so storie rin’Palermu, mi s’illuminanu l’occhi e na lacrima mi scinni fino o varvarottu, picchì c’un ci vippi na sta città, unnu pò sapiri quant’è dura a luntananza!

E allura vi lassu c’una strofa, ri chiddi ca si fannu c’un bellu bicchieri chinu ri vinu, quannu semu tutti in cumpagnia…

“Sta Capunata è bella è bona… Brinnisi fazzu a ognu uora!”

A’ Saluti vostra! E un fati complimenti… A’ffavoriri!!!


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Gallinella alla Ghiotta

Carissimi lettori, questa settimana vi presento un pesce particolare, dalle carni molto gustose e dall’aspetto particolare quanto il nome: Gallinella. (immagini dalla rete)

Ve lo proporrò cotto alla “Ghiotta”, preparazione tipica messinese, fatta con patate capperi ed olive, nella mia personale interpretazione. Di norma, si dovrebbe preparare il Baccalà o lo Stoccafisso a’Ghiotta, piatto principe della cucina messinese, ma nel mio caso mi servirò di questo pesce così buono quanto delicato. La ricetta base è per una porzione, visto che l’avevo preparato per il sottoscritto, però nulla vieta di raddoppiare le dosi o personalizzare con qualche altro ingrediente.

Gallinella alla Ghiotta

  • Una Gallinella pulita da circa 250 gr
  • 300 gr di patate
  • una manciata di capperi sottosale
  • una decina di olive nere denocciolate
  • uno scalogno
  • uno spicchio d’aglio
  • 8 pomodorini ciliegino o datterino
  • olio extravergine
  • un bicchiere di vino bianco
  • sale&pepe qb

In un’ampia padella versate un filo d’olio e fate rosolare lo scalogno tritato insieme allo spicchio d’aglio, quindi aggiungete i capperi con tutto il sale(renderà più saporito il pesce) le olive e continuate a girate per un paio di minuti. Aggiungete quindi il pesce e delicatamente spostatelo con un cucchiaio per non farlo rompere durante la cottura. Aggiungete le patate lavate e tagliate a rondelle e i pomodorini tagliati a metà. Insaporite per un paio di minuti, sfumate col vino e dopo aggiungete 2 bicchieri di acqua calda assicurandovi di coprire completamente le patate. Coprite la padella col coperchio e a fuoco moderato cuocete per circa 20 minuti o meno, in base alla consistenza delle patate. Il risultato sarà questo qui!

Buon appetito a tutti!

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