Ci vuole fegato nella vita! Oppure no???


Quando si tratta di parlare delle tradizioni della mia terra natìa, la Sicilia, spesso finisco per scervellarmi poichè in effetti tante cose le ho imparate leggendo oppure ascoltando i “vecchi” parlare. Palermo in particolare, la mia città natale, possiede tante di quelle tradizioni gastronomiche che non riuscirei mai a ricordarle tutte. Poi, Dal momento che vivo in Lombardia da un decennio, queste tradizioni vengono sempre più scemando, lasciando spazio al nuovo, e in questo caso la cucina lombarda. Però le tradizioni sono tradizioni, e dimenticarsele sarebbe un sacrilegio! Per fortuna esistono persone come Evelin ed il suo blog, Agave che mi vengono incontro quando si tratta di ricordare qualche anneddoto mancante della mia breve vita siciliana.

Siamo a novembre, e quale strana verdura si usa nelle nostre tavole, cotta nei modi più disparati??? Pensateci un pò, su! Ultimamente la vedete anche addobbata alla fine di ottobre, per festeggiare qualcosa che gli americani hanno ormai importato da anni nella nostra nazione, soppiantando vecchie tradizioni… Ci siete? Bravi, è la zucca!

E voi direte, ma se nel titolo del post scrivi fegato, che c’entra la zucca??? C’entra, c’entra eccome! Nel senso che il fegato è solo presente nel titolo originale di questo piatto povero palermitano, che lo sostituisce con la zucca, memori di un passato dove le famiglie povere, non potendosi permettere la carne, per non sminuire i classici piatti delle case nobili, sostituivano la base di un ingrediente con un altro, mantenendo tutti gli altri ingredienti. Ciò che ne veniva fuori, era tante volte migliore dell’originale! Vedi la Caponata per fare un esempio abbastanza recente!

E nella nostra ricetta di oggi, U’Ficatu ri Setticannoli si parlerà proprio di questo! Sostituire una pietanza con un’altra! Dall’assonanza della ricetta capirete che “U’ficatu” è il fegato, mentre “Setticannoli” è riferito ad un quartiere popolare storico della periferia di Palermo. C’è nata mia madre e lì ci hanno vissuto parecchi miei parenti. Però sempre grazie ad Evelin, ho scoperto che esisterebbe un altro motivo per cui la Zucca in agrodolce, questo il vero nome della nostra ricetta, avrebbe assunto il nome di “Setticannoli“. Cliccate QUI per leggere ed approfondire il post con tutta la storia! Mentre qui sotto potete ammirare  un’anteprima di una foto un pò invecchiata, diciamo per ricordarne l’aspetto come la vedevano i nostri vecchi parenti!


La zucca in agrodolce, è un piatto semplicissimo, ma a cui noi palermitani teniamo moltissimo, perchè come descritto su, ci ricorda la povertà dei nostri avi, che per campare sovente sostituivano gli ingredienti più nobili(anche se il fegato rappresentava una frattaglia, ma sempre carne era!) con ingredienti più semplici e molto più economici, mantenendo un gusto ed un sapore sempre eccelso, che nel tempo sostituiva la pietanza vera e propria. E poi noi abbiamo la capacità di estrapolare sempre il meglio da qualsiasi ingrediente, lasciatemelo dire con un pizzico d’orgoglio!😛 Ehehe

Poi un’altra cosa che mi fa sorridere, è che nel nostro dialetto, la zucca si chiama CUCUZZA, ma non finisce qui! Perchè per ogni forma ne esiste una variante dialettale, quindi la zucca è CUCUZZA RUSSA, le zucchine rotonde diventano CUCUZZI TUNNI (Clicca QUI per visualizzare una ricetta), le zucchine verdi CUCUZZIEDDI (clicca QUI per visualizzare una ricetta), le zucchine lunghe CUCUZZI VIRDI, ed ovviamente i fiori sono i CIURI RI CUCUZZA!😀 Un Pout Pourri di richiami più o meno colorati in base alla forma e appunto il colore delle zucche e delle zucchine!

Ma eccovi nel dettaglio la ricetta proposta oggi!

Zucca in Agrodolce (U’ Ficatu ri setti cannola) – la ricetta!

  • un pezzo di zucca rossa
  • 4 spicchi d’aglio
  • sale qb
  • una spruzzata di aceto
  • un cucchiaio di zucchero
  • olio qb
  • menta (facoltativa)

Il piatto è semplicissimo da preparare, si fa prima a farlo che a descriverlo! Puliamo la zucca dalla sua buccia ed affettiamola con fette da circa un cm di spessore. In una padella versiamo un pò di olio per friggere e portiamo a temperatura, quindi friggiamo le fette di zucca, a cui faremo assorbire l’olio in eccesso con abbondante carta assorbente una volta cotte. In un’altra padella versiamo dell’olio di oliva e scaldiamo insieme agli spicchi d’aglio, quindi aggiungiamo lo zucchero e facciamo sciogliere ed evaporare insieme alla spruzzata di aceto(più o meno abbondante in base ai vostri gusti!) Faccio così per rendere la ricetta più “light”, dal momento che si potrebbe saltare un passaggio e far cuocere tutta la zucca in un unica padella insieme all’aglio e allo zucchero.

Cotte tutte le fette di zucca, le disponiamo in un piatto da portata e gli versiamo l’olio cotto con lo zucchero e l’aceto per farla insaporire completamente. Possiamo decorare con qualche fogliolina di menta se ci piace. L’importante è comunque servirla fredda!

In tutto questo, vi ricordo che originariamente al posto della zucca vi era il fegato, e che nessuno vi vieta di poter fare questa ricetta proprio con questa frattaglia! In fondo sarà anche un piatto povero, ma ricco di gusto sicuramente!

Buon weekend a tutti e arrivederci alla prossima ricetta!

4 pensieri su “Ci vuole fegato nella vita! Oppure no???

  1. @La Vero
    Ciao Veronica!
    E’ un piatto tipico delle mie parti, a Palermo è molto comune! Io ho preferito una variante senza panatura, perchè normalmente il fegato vero, non la zucca, si dovrebbe panare col pangrattato e poi seguire tutto il resto della ricetta. Così mi piaceva di più!😀 Buona settimana anche a te!

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