Sardi a’Beccaficu! E’vviri chi manci!


Ohi ohi ohi!

Da tempo immemore ormai non scrivo più un post nel mio amato blog, ma noto con dispiacere che questa spiacevole tendenza non è solo una moda passeggera, ma ormai è diventata una brutta abitudine da parte di tanti blog-amici presenti in rete. Purtroppo tra impegni sempre più gravosi, tanto lavoro e poco tempo libero, spesso si relega l’hobbies del blog all’ultimo posto, tralasciando i piaceri di un bel post con tante belle foto e dei successivi commenti degli amici che leggono il risultato del tuo lavoro tra i fornelli.

Personalmente in questi ultimi mesi, ho davvero trascurato il blog, ma non solo. Ho abbandonato Facebook e soprattutto Twitter, due delle maggiori fonti con cui scambiavo opinioni sulle ricette e sul blog, praticamente mi sento fuori da tutto. Ma ho (Ri)scoperto però tante altre cose accantonate in precedenza, tra cui il piacere di sdraiarmi sul divano e aprire un bel libro da leggere, immerso nel relax. Da troppo tempo non riuscivo più a fermarmi per leggere, o meglio accantonavo sempre la lettura a scapito di altro, tra cui anche il blog. Non puoi far tutto, e qualcosa la devi pur sacrificare.

In questi ultimi mesi la biblioteca mi ha visto presente settimanalmente, se avessi immaginato una cosa simile lo scorso anno, mi sarei fatto una grassa risata! Grazie alla mia curiosità sulla ricerca di determinati argomenti, ho scoperto autori e letto libri davvero interessanti e finora i testi che ho avuto il piacere di leggere, non mi hanno affatto deluso, e l’ultimo, preso proprio ieri pomeriggio, credo proprio che si rivelerà una scelta azzeccata!

Detto questo, non si vive di certo mangiando libri!

Questo weekend mi ero ripromesso di cucinare un piatto tipico della mia terra natìa, la Sicilia e soprattutto di Palermo. Da troppo tempo non mi sbizzarrivo con qualcosa di buono e semplice tipico della mia terra, una di quelle ricette che ti gratificano sia il palato che la vista! Metteteci anche che questa ricetta non l’avevo mai proposta nel blog e allora cosa potevo preparare se non le Sarde a beccafico?

Le sarde a beccafico sono il tipico piatto povero riciclato a prelibatezza della nostra fantastica cucina, nato come sempre come piatto di ripiego della povertà palermitana, sostituiva gli uccelletti serviti nelle tavole dei nobili con le “povere” sarde che si trovavano in tutti i mercati del pesce della città. Le massaie abilmente con pochi ingredienti ricreavano una pietanza che nel tempo, ha di fatto sostituito l’originale. In ogni buon ristorante siciliano che si rispetti, le sarde a beccafico fanno obbligatoriamente parte del menu, e guai a chi non le mangia una volta passato dalla Sicilia, che errore non assaggiarle!!!

Sarde a Beccafico -la Ricetta!

  • 500 gr di sarde freschissime
  • pangrattato qb
  • passulina (uvetta sultanina)
  • pinoli
  • il succo di un limone
  • olio extravergine qb
  • sale&pepe qb
  • un limone intero
  • alloro (facoltativo)

    

Se avete molta dimestichezza con la pulizia del pesce, vi lascio la facoltà di prendervi le sarde ancora integre e di pulirvele da voi come ho fatto io, altrimenti cercate un buon pescivendolo che ve le pulisca o che le venda già sfilettate e pronte da cucinare, poichè le sarde sono un attimo delicate da pulire, più che altro perchè si potrebbero rompere e ahimè addio ricetta di oggi!

Prepariamo un ripieno con pangrattato, succo di limone, uvetta pinoli sale&pepe e tanto olio quanto basta per insaporire il tutto e renderlo morbido. (Possiamo anche aggiungere il succo di un arancio se la stagione lo permette). Stendiamo un filetto di sarda e riempiamo la parte centrale con un cucchiaio di ripeno ed avvolgiamo partendo dalla parte senza testa fino alla coda. Quindi iniziamo a disporre le nostre sarde in una teglia tenendo la coda verso l’alto, come visibile in foto. Terminiamo di imbottire tutte le sarde e quindi decoriamo con fette di limone e facoltativamente con delle foglie di alloro, sempre disposte tra una sarda e l’altra. Irroriamo con poco olio e cuociamo in forno caldo per una decina di minuti scarsi, tanto la sarda ci mette un attimo a cuocere. Cmq capiremo dal grado di doratura del ripieno quando sarà ora di sfornare le nostre sarde.

  

 Il bello di questi piatti è che con pochissimi ingredienti si riesce a realizzare dei capolavori gastronomici di pregevole fattura che soddisferanno i palati più esigenti, gratificando chiunque possa avere il piacere di assaggiarle.

Signori miei…

Che bontà sono queste sarde???😀

Buon appetito a tutti!

4 pensieri su “Sardi a’Beccaficu! E’vviri chi manci!

  1. da svenire!
    ogni volta che resto in sicilia per qualche giorno, le mangio quotidianamente.
    e ora che so che sono così facili, credo proprio che le preparerò!
    grazie!

  2. “Ecco per te il 2° numero di OPEN KITCHEN MAGAZINE!
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    Te ne saremmo davvero grati! ^.^”

  3. Ciao Natalia!
    Innanzitutto grazie per avermi scritto, seguirò con piacere la vostra rivista su FB!
    Per quanto riguarda la tua richiesta di mettere un banner, non la posso esaudire per un semplice motivo.
    Come avrai notato, non ci sono banner o link di riferimento nel mio blog, per scelta ho deciso di non avvalermi di questa forma di contatto, che seppur comoda, non mi interessa!
    Grazie ancora di essere passata!
    A presto, Alberto.

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