Orecchiette di orzo alla crema di broccoletti, pinoli e scaglie di pecorino.

Bentornati!!!!

Beh, in effetti quello assente per tanto tempo sono stato io, e non ho scuse! :-D

Da più di un mese non davo più mie notizie qui sul blog, tra impegni vari e lavoro, il tempo ahimè latitava parecchio! L’unico svago, se così lo possiamo chiamare me lo dava e continua a darmelo Instagram ed il mio profilo, dove pubblico le foto dei piatti più riusciti che preparo e che spero di riuscire a pubblicare anche qui!

Tra le tante ricette mostrate, una in particolare aveva stuzzicato la curiosità di una mia followers, e siccome un modo per tornare a scrivere qui lo dovevo trovare, quale migliore occasione per pubblicare una nuova ricetta???

Orecchiette di orzoTerminata la maratona natalizia, tra i tanti regali graditi mangerecci, i più interessanti sono stati i cesti, e tra questi uno di prodotti pugliesi, regalo di una nostra cara amica di origini baresi. Dentro questo cesto, tra le tante cose, spiccavano queste orecchiette fatte con farina di orzo davvero particolari. Un pò curiose a pensarci, ma l’idea di cucinarle era troppo forte in me che alla prima occasione, ne ho approfittato!

Ovviamente, mi sono come sempre ingegnato per preparare qualcosa di buono, semplice e sfizioso, senza eccedere nei condimenti, visto il periodo post abbuffata, ma con un tocco di sapore per cercare di accontentate i gusti di tutta la famiglia.

Non disponendo di cime di rapa, come la ricetta originale prevederebbe, ho utilizzato un buonissimo broccoletto, aggiungendo un ingrediente ormai di casa qui nel blog, che uso praticamente dall’antipasto al dolce, i pinoli!

ORECCHIETTE DI ORZO ALLA CREMA DI BROCCOLETTI, PINOLI E SCAGLIE DI PECORINO

Ricetta x 2 persone!

  • un broccoletto da circa 250 gr
  • uno spicchio d’aglio
  • olio qb
  • un peperoncino
  • una manciata di pinoli
  • sale qb
  • orecchiette 180 gr

La prima operazione da effettuare è la pulizia e la cottura del broccoletto. Spuntato di tutte le foglie esterne, lo tagliamo a piccole cime e dopo averlo lavato diverse volte sotto l’acqua corrente lo sbollentiamo in abbondante acqua calda con un pizzico di sale, per circa 15 minuti. Lo scoleremo e lo faremo raffreddare in parte. Non buttate l’acqua di cottura, ci servirà per cuocerci la pasta!

preparazione crema di broccoletti

In una padella larga ed ampia, facciamo rosolare lo spicchio d’aglio con il peperoncino e dopo aggiungiamo i broccoletti, che andremo pian piano schiacciando con il dorso del cucchiaio, fino a creare un crema. Durante la cottura a fuoco medio basso, aggiungeremo anche i pinoli ed un mestolo di acqua di cottura per rendere il sugo più cremoso. Riportiamo a bollore l’acqua, se necessario aggiungerne dell’altra, e cuociamo le nostre orecchiette.

Mantecatura

In parte, grattugiamo parecchio pecorino, che ci servirà per la mantecatura della pasta nel sugo, come potete vedere in foto. Se necessario, aggiungete un mestolino di acqua di cottura se dopo la mantecatura, la pasta dovesse risultare troppo asciutta.

Orecchiette di orzo alla crema di broccoletti, pinoli e scaglie di pecorino

Terminiamo con delle scaglie di pecorino ed un giro di olio crudo. Io ho voluto impreziosire ulteriormente il piatto con una grattatina di pepe nero, che ha reso più intenso il già delizioso profumo di questa pasta.

Primo semplice e veloce da realizzare, le orecchiette pugliesi si prestano in modo eccellente per essere condite con sughi a base di verdure, come ne nostro caso.

Buon appetito e arrivederci a presto con una nuova ed invitante ricetta!

Ciao!!!!

Maccu ri favi sicchi giusto perchè non faceva caldo!

Appunto! Giusto perchè non faceva caldo, l’altra sera ho pensato bene di preparare un piatto tipico palermitano, fatto con pochissimi ingredienti e classificato come “Piatto povero” della nostra infinita cucina siciliana. Se non avesse piovuto a dirotto per due giorni consecutivi, se non avesse fatto persino freddo, se non fosse stato per quest’estate davvero atipica, almeno al norditalia, probabilmente non avrei mai proposto questa minestra di fave secche che tanto abbiamo l’abitudine di preparate giù in Sicilia nei periodi invernali. Però non è così scontato come può sembrare! Anche in estate, a Palermo si ha l’abitudine di rischiare un collasso per il caldo, ma mai di rinunciare a certe pietanze tipiche estive, tipo la pasta con i fagioli freschi o le minestre di verdura con i tenerumi. Allora perchè non con le fave secche??? U maccu è una di quelle ricette della tradizione povera siciliana, preparato utilizzando le fave secche, possibilmente sgusciate. Si trovano abbastanza facilmente nei mercati di Palermo, mentre qui al nord è un pò più difficile, l’unico modo per avercele è andarsele a prendere giù come faccio io nei brevi viaggi in Sicilia! :-D Si possono preparare anche con le fave secche intere, ma il procedimento è più lungo e sinceramente non saprei da dove cominciare! Questa ricetta di oggi, invece è semplicissima e richiede davvero poche attenzioni, ma la resa finale è eccellente, garantito!

Gli ingredienti da utilizzare sono davvero pochi, bastano delle fave secche sgusciate ed ammollate una notte intera, del cipollotto fresco e del buon olio d’oliva. Per insaporire le fave durante la cottura potete usare del brodo vegetale oppure farle cuocere solo con l’aggiunta di acqua calda.

La nostra minestra parte dal far rosolare in un’ampia padella un cipollotto tagliato sottile a cui aggiungerete le fave sgocciolate e lasciando cuocere a fuoco basso, aggiungerete il brodo o dell’acqua calda fino a coprire le fave. Farete cuocere a fuoco basso per un paio di ore, mescolando ed aggiungendo acqua o brodo se dovesse asciugarsi troppo velocemente. Ricordatevi di salarla a metà cottura e verificare che non necessiti successivamente di altro sale.

La cottura dovrà essere lenta e continua, le fave dovranno apparire sfaldate e molli, mescolandole con il cucchiaio dovranno dare l’impressione di diventare una crema. Il segreto del macco di fave sta proprio nel mescolarle continuamente finchè non si disfino tutte e si crei una crema densa e saporita, che potrebbe benissimo essere utilizzata per una minestra con la pasta. Altra nostra abitudine siciliana, quella di mettere la pasta ovunque! C’è una minestra? Ci sono delle verdure? via di pasta! Piatto unico garantito e familiari affamati saziati in un battibaleno! Considerando che una minestra normalmente è un piatto unico nelle tavole siciliane durante il pranzo, l’idea di servire il macco anche solo come “antipasto” non è poi così strano. E’ molto simile alla classica zuppa di ceci, si può servire anche mista, cioè servita con della crema di fave accompagnata con delle fave non del tutto passate, oppure accompagnarla con delle verdure. L’ideale sarebbero dei “giri” o biete come li chiamiamo noi. Una verdura leggermente amarognola, saltata in padella con un filo di olio e abbondante pepe nero. La morte sua in realtà dovrebbe essere con del finocchietto selvatico, che si può mettere sbollentato all’interno del macco e fatto frullare in modo che gli conferisca un sapore davvero particolare, ma ahimè in famiglia non è che piaccia troppo, quindi noi la serviremo con del cipollotto tagliato a rondelle sottili, un filo d’olio abbondante ed una bella grattata di pepe nero fresco. Ovviamente per motivi di tempo, non sono stato ad aspettare che le fave una volta cotte si sfaldassero tutte solo usando il cucchiaio di legno. Ho versato nel boccale del mixer le fave cotte e le ho emulsionate fino a farle diventare una crema densa e omogenea, che ho poi ripassato in padella per farla addensare quanto bastava per servirla come descritto sopra.

Vedete in foto? Quella è la giusta consistenza che piace a me. Densa, ma non troppo fluida. Al cucchiaio percepisci la cremosità delle fave ed il tipico sapore vellutato, che viene esaltato dalla presenza del pepe nero e dall’olio di oliva. Una minestra davvero insolita, ma di sicuro effetto!

Buona cena a tutti!

Bucatini ca sarda a’mmari… Chi sciavuru!!!

Recentemente ho apportato delle piccole modifiche al blog, a partire dal titolo nella testa del blog stesso: …con la Sicilia nel Cuore!

La motivazione è semplice, molto più di quanto possa sembrare! la Sicilia è la mia terra, è il miglior tributo che possa farle è rappresentarla tramite il blog!

Poi, mi sono reso conto che da un pò non scrivevo più una ricetta in dialetto, cosa che mi aveva parecchio divertito perchè dopo tanto tempo lontano da casa, certi termini sembrano impossibili da ricordare, soprattutto perchè in casa mia il dialetto si parlava pochissimo, quindi la memoria ad oggi latita parecchio! Tutti si dilettano ad utilizzare la funzionalità del traduttore automatico, altri aggiungono il testo in inglese. Sono davvero molto belli i post, mi piace leggere i termini in italiano e riscoprirli in lingua inglese, si può in qualche modo unire l’utile al dilettevole! Ma in dialetto chi lo fa??? Ehehe :-D

Piccola premessa: la ricetta di oggi è un primo piatto tipico della provincia palermitana. Credo esista anche in altre città della Sicilia, ma se così non fosse, beh… E’ arrivato il momento di conoscerla! Il nome rievoca la tradizionale pasta con le sarde, primo piatto delicatissimo e molto squisito della cucina siciliana, ma presenta una variante molto significativa… Non ha le sarde! Beh, credo sia normale, poichè non sempre questo pesce era disponibile nelle case dei siciliani d’un tempo, magari nelle zone montane o di campagna si faticava ad aver il pesce fresco ed inoltre, con molta più facilità si avevano le acciughe in conserva o le sarde salate. Poi metteteci l’ingegno delle massaie, in grado di sostituirti un ingrediente base con qualcosa che gli somigliasse, per trasformare un piatto qualunque in un signor primo piatto, proprio come quello di oggi, lasciando le sarde a mare, ma il sapore tipico della pasta nei nostri piatti!

BUCATINI CA SARDA A’MMARI – Cunzamu sta ricetta!

  • finucchieddu sirbaticu
  • sarda salata o acciuga
  • astrattu ri pummaroru
  • cipuduzza 
  • ogghiu
  • passulina&pinola
  • muddica
  • bucatini
  • menzu bicchieri ri vinu biancu

Pi pprima cosa puliziamu un finucchieddu suttal’acqua frisca, u tagghiamu e u ittamu rintra na pignata cu l’acqua cavura, mentri vugghi. U facemu cociri pi circa 10 minuti, s’avi ammorbidiri ma unn’avi addivintari scottu. U sculamu e u tagghiamu a pizzudda. Pighhiamu a cipudduzza e a tagghiamu a fidduzza, quindi a ittamu rintra un tianeddu e abbunnannu r’ogghiu a facemu cociri juncennuci tri quattru acciughi o ru belli sardi salati tagghiati a pizzudda. Ratici culuri c’una bedda cucchiaiata r’astrattu e un pugnu ri passulina e unu ri pinola. Arriminati p’una para ri minuta e quinni ittatici u fiinucchieddu. Fati cociri arriminannu ancora pi dui tri minuta e svapura c’un gocciu ri vinu biancu. Cala u focu e fa cociri ancora cincu minuta, jettaci un pugniceddu ri sali e tasta su u sucu è prontu.

  

Prima mi scurdavu ri dirivi ca unni cucistivu u finucchieddu, poi c’aviti a’cociri a pasta, picchi nall’acqua ri cottura a pasta veni cchiu saporita e ci runa puru n’anticchia ri culuri ! Però mica pò finiri r’accussi sta ricetta! Ammu ancora a’priparari a mudducca atturrata, eh! E un vi scantati, un facemu pigghiari focu a nienti! Sulu e parieddi! ehehe

Comu pò viriri na fotografia, pi ‘ffari a muddica atturrata ti servi na paredda larga, un filu r’ogghiu e tanta muddica. Arrimina fino a quannu u culuri unn’addivienta nivuru e nall’aria unn’accuminci a sentiri sciavuru ri bruciatu… Ste babbiannu!!! No, a’rriminari sempri, ma a’ffari attenzione ca basta picca pi ‘ffari addivintari a muddica atturrata muddica abbruciata. E poi jetti tuttu na munnizza e accuminci r’accapu!

Urtima cosa ri fari… Cociri a pasta nall’acqua ri cottura ru finucchieddu, scularla e arriminarla na pignata cu sucu, ‘mpiattarla e ghinchirla ri muddica… Senti chi sciavuri senti chi pitittu c’acchiana!!!

Cosi ra bella veru!

E così è andata… La ricetta in dialetto è stata scritta, spero vi sia piaciuta! E se vi sforzate un pochino, magari capirete, in fondo non è affatto difficile! ;-)

Ma se avete qualche dubbio non esitate e chiedete pure!

Frittata di carciofi al forno. Remake di un successo!

Alzi la mano chi non ama le frittate!

Uhm… Lì, tu in fondo!

Ah, ok, stavi solo scherzando! :-D

Non c’è nessuno, dico nessuno che io conosca che non abbia almeno una volta in vita sua assaggiato una frittata. Questa pietanza così particolare, così speciale, semplice o complessa che sia, regala a chi la mangia quell’istante di goduriosa felicità, fatta di sapori diversi tra di loro che si uniscono all’unisono! Ecchesagerato!!! ehehe :-D

Sfido chiunque a dire che una frittata non è uno di quei piatti salvacena dell’ultimo istante! Basta davvero poco, delle uova, del formaggio e tutti gli ingredienti che tu vuoi o che la tua fantasia suggerisce!

E poi, vuoi mettere il metodo di cottura al forno, che elimina quei fastidiosi odori di olio fritto che, come accade in casa mia, avendo cucina e soggiorno insieme diventano un pericolo per chi deve mangiare lì? Evitando l’odore dell’olio fritto, più della metà dei problemi è risolta!

E come l’ultima ricetta che vi presentai tempo fa (Clicca QUI), gli ingredienti a farla da padrona saranno delle verdure di stagione, buone e che si sposano a meraviglia con la ricetta di oggi. I carciofi!

Frittata di carciofi al forno – la ricetta!

Gli ingredienti anche in questo caso sono proporzionali alla quantità di carciofi presente a casa. Per una frittata con 4 carciofi, sufficiente per una pirofila da 20 cm di lunghezza, basterebbero 3 uova, aggiungendo un cipollotto e una spolverata di grana. Dalla fotoricetta qui in alto, vedete i carciofi puliti dalle foglie più esterne e dalla barbetta interna. Una volta tagliati a fettine, li cuociamo in una padella con un filo d’olio ed un cipollotto tagliato sottile. Aggiungiamo una spolverata di prezzemolo e concludiamo con un pizzico di sale e pepe. A parte sbattiamo le uova con un cucchiaio di grana grattugiato e quindi prepariamo la nostra frittata foderando una pirofila con un foglio di carta forno bagnato e strizzato in cui adageremo i carciofi stufati e in cui verseremo sopra le uova sbattute insieme al grana. Con dei piccoli colpetti verso il basso, facciamo scendere l’uovo all’interno dei carciofi, senza mescolare. Non è necessario amalgamare, l’uovo si diffonderà da solo tra i carciofi durante la cottura.

Vedete il risultato? Faremo cuocere nella pirofila in forno finchè la superficie non si sarà dorata, quindi circa 15/20 minuti a 180°C. Personalmente preferisco farla raffreddare almeno mezz’ora prima di sfornarla, la frittata fatta con i carciofi è molto più buona da fredda! Poi potrete decidere voi come servirla, in pieno stile Happy Hour oppure come una frittata normalissima, calda e fumante!

 Non è uno spettacolo solo a guardarla???

Buon appetito e a presto!